Trento: la Haydninaugura la stagione nel segno di Mozart e Rott

Con il doppio appuntamento consecutivo a Bolzano e a Trento, ha preso il via la stagione sinfonica 2018-2019 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con un calendario di 14 concerti duplicati nelle due sedi capoluogo. Un cartellone che si presenta ricco proposte e curiosità tra conferme di prestigio quali il doppio appuntamento di Michele Mariotti, Yves Abel, direttore insieme al tenore Ian Bostridge, direttori emergenti come Darrell Ang che guideranno l’orchestra assieme a solisti di prestigio internazionale come il pianista Roberto Cominati, il clarinettista Karl Leister e il giovane vincitore del Premio Busoni 2017 Ivan Krpan, tra compositori consolidati e novità assolute come l’appuntamento con il compositore Roberto David Rusconi, artista in residence 2019 che presenterà una sua composizione commissionata dalla direzione artistica dell’Orchestra.

Il concerto inaugurale era affidato ad una giovane violinista russa, naturalizzata francese, Alexandra Soumm, solista del Concerto per violino e orchestra n. 5 in la magg, k 219 di Wolfgang Amadeus Mozart che, insieme all’Ouverture del Flauto Magico k. 620, costituiva la prima parte del programma. Non ancora trentenne, talento precoce che l’ha portata a debuttare in pubblico all’età di sette anni, la giovane violinista ha offerto una prova lineare offrendo una lettura agile del Concerto per violino k 219, opera del giovane Mozart, scritta nel 1775 per ingraziarsi il Vescovo di Salisburgo. Mozart non amava i virtuosismi violinistici, preferendo invece uno stile cantabile e musicale con particolari inserti d’assieme tra orchestra e strumento solista. Questo rende i concerti mozartiani (5 ne scrisse Mozart in un breve spazio di tempo) difficili da suonare in quanto il solista deve puntare sull’interpretazione e sulla bellezza del suono; su questa linea interpretativa si è attenuta la giovane concertista facendo trasparire una lettura quasi sussurrata sottolineando e privilegiano alcuni passaggi musicali, sorvolando su altri, come nel caso del Rondò.Tempo di minuetto “alla Turca” gestito senza eccessi nella cadenza. Il risultato complessivo è stato una buona esecuzione, con stile, corretta, senza grandi complicazioni interpretative. Il pubblico ha apprezzato questa linea, condivisa con l’orchestra che ha lavorato senza prevaricare sul solista con pieno affiatamento con il direttore Arvo Volmer.
Ma la locandina presentava anche un altro motivo di interesse: la Sinfonia in mi magg del compositore austriaco Hans Rott (1858-1884) la cui storia è emblematica del clima culturale e musicale viennese di fine secolo. La composizione di Hans Rott era caduta in un oblio fin quando il musicologo Paul Banks non scoprì, nel 1980 nell’archivio della Biblioteca Nazionale Austriaca, la partitura della Sinfonia in Mi maggiore, a soli vent’anni. La prima rappresentazione dell’opera, curata dallo stesso Banks e diretta da Gerhard Samuel, ebbe luogo a Cincinnati il 4 marzo 1989, seguita da altre esecuzioni a Parigi, Londra e Vienna. Il mondo musicale venne così acquistando un crescente interesse per il “fenomeno Rott”. Allievo al Conservatori di Vienna dei corsi di composizione di Anton Bruckner, Rott poteva contare tra i suoi amici i musicisti Rudolf Krzyzanowsk, Hugo Wolf e Gustav Mahler, compagno di corso. Tra il 1878 e 1880 prese in mano il completamento della Sinfonia. Vano fu il suo tentativo di convincere il direttore d’orchestra Hans Richter, che pure aveva mostrato un certo interesse, ad eseguire la sua prima sinfonia con l’Orchestra filarmonica di Vienna. Fece anche un tentativo con Johannes Brahms ma ne ottenne uno sdegnoso rifiuto. Del resto tra Bruckner e Brahms non correvano buoni rapporti per una adesioni a mondi stilisti diametralmente opposti: Bruckner che ammirava il modello Wagner, Brahms che lo detestava. Rott aveva aderito pienamente al modello musicale wagneriano e questa sua composizione ne risulta il manifesto di adesione con esplicite citazioni (Lohengrin, Oro del Reno, Maestri Cantori di Norimberga). Ma quello che cattura l’ascolto specie nel terzo movimento Scherzo.Frisch und lebhaft sono percorsi sonori che ci riportano alle sinfonie di Mahler. Suggestione, imitazione o affinità elettiva in un clima culturale comune che aleggiava su Vienna? La prima tendenza fu allora quella di elevare Rott al ruolo di “padre della nuova sinfonia, riconosciuto peraltro dallo stesso Mahler. In realtà, un’analisi più attenta delle opere di entrambi i compositori induce a ritenere che, così come la stima e l’amicizia, anche le influenze musicali furono reciproche. Hans Rott finirà in manicomio e suicida nel 1884 a 26 anni. Omaggio quanto mai doveroso a chi ha contribuito a creare un nuovo mondo sinfonico quanto mai suggestivo capace di restituire al pubblico quell’esperienza culturale. Concerto replicato il 25 ed il 27 ottobre a Milano, Teatro Dal Verme.
Successo pieno e pubblico gratificato da tre bis estratti dai duetti per violino di Bela Bartok condotti assieme al l spalla dell’orchestra, Marco Mandolini.

Federica Fanizza
(17 ottobre 2018)

La locandina

Direttore Arvo Volmer direttore
Violino Alexandra Soumm violino
Programma
Wolfgang Amadeus Mozart Il flauto magico, k 620: Ouverture

Concerto per violino e orchestra n. 5 in la maggiore, k 219

Hans Rott Sinfonia in mi maggiore
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

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