Trieste: il Bach stregato di Luigi Piovano

Anche l’Associazione Chamber Music di Trieste ha dovuto assoggettarsi alle regole del fare musica ai tempi del coronavirus, rinunciare all’esibizione del rinomato e molto atteso Trio Boccherini, impossibilitato a raggiungere Trieste nella data del concerto senza sottostare al periodo di quarantena, sostituendolo con un recital non meno importante di Luigi Piovano, violoncellista di fama mondiale, da molte stagioni primo violoncello solista all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e apprezzato Msaestro Concertatore Direttore, atteso, fra le altre cose, sul podio della nuova produzione di Tosca al Teatro Massimo Bellini di Catania e alla direzione dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. «Ringraziamo per la sua grande generosità e disponibilità il Maestro Piovano che ci onora della sua presenza sul palcoscenico del Teatro Miela – ha detto il Direttore artistico di Chamber Music, Fedra Florit, in apertura di serata – ci troviamo nella situazione di dover spiegare l’inspiegabile… Il Maestro Piovano è un grande amico della Chamber e un grandissimo musicista. Siamo certi che il suo recital offrirà una serata di emozioni musicali indimenticabili.».

Prima che il Maestro raggiungesse il suo inseparabile violoncello che era stato sistemato sul palcoscenico racchiuso e valorizzato dalla camera acustica in legno, il pubblico che aveva sfidato il rischio di contagio da virus era stato sistemato a distanza congrua di un ragionevole livello di sicurezza, una poltrona di platea occupata e l’altra libera, una occupata e via dicendo. Solo alle coppie regolarmente sposate era consentito stare sedute in due posti appaiati. Non ci sono state rimostranze, Trieste si sa è di matrice asburgica.

Il programma è stato eseguito senza soluzione di continuità, vale a dire senza intervallo. Si è cominciato un po’ dopo le venti e trenta e si è finito, bis compreso – un canto ebraico accompagnato dalle voci del pubblico che intonavano la stessa nota a due altezze diverse – poco più di un’ora dopo. Il successo è stato vivo, ma ha lasciato tutti con un po’ di amaro in bocca. Tant’è.

L’apertura con le Sei ieratiche Suites di Bach, autentica summa – tecnica e musicale – del repertorio per violoncello solo, ci ha consentito di ammirare la cavata piena, il legato morbido, la musicalità di un solista, Luigi Piovano, che suona un prezioso violoncello Alessandro Gagliano del 1710, si è diplomato a diciassette anni con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Radu Aldulescu, con cui in seguito si è diplomato anche in musica da camera al Conservatorio Europeo di Parigi. Per diversi anni Piovano ha fatto parte del Quartetto Michelangelo ed è stato primo violoncello del gruppo Concerto Italiano, diretto da Rinaldo Alessandrini. Nel 1999 è stato scelto da Maurizio Pollini per partecipare al “Progetto Pollini” al Festival di Salisburgo, ripreso alla Carnegie Hall di New York, a Tokyo e a Roma.

Da Bach, accompagnati con grazia da Piovano figlio si è passati ai sereni Tre pezzi per violoncello di Piovano padre, per concentrarci quindi e godere dell’intensa suggestione, e della poesia che irrompe tra le note di La voce, opera sperimentale dell’olandese Louis Andriessen, ispirata all’omonima poesia di Cesare Pavese, composta nel 1981 per la violoncellista americana Frances-Marie Uitti. La serata si è poi chiusa in gloria, con la Seconda Suite di Bach, più vivace rispetto alla solenne Suite n.1 offerta in apertura, ma ugualmente coinvolgente nell’esecuzione appassionata di Luigi Piovano.

Applausi, bis e poi tutti a casa. La Stagione 2020 dell’Associazione Chamber Music, sostenuta dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e da Mibact, Comune di Trieste, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo – Padova e Zoogami, sarebbe dovuta proseguire il prossimo 18 marzo con l’esibizione del Quartetto Werther, ma le disposizioni governative in materia di spettacoli d’opera e concerti dal vivo imporrà ai teatri del Belpaese, Miela compreso, la chiusura forzata a tutto il 3 aprile. L’appuntamento è stato quindi rinviato al prossimo 2 giugno.

Che sia un invito, sottaciuto ma plausibile nell’ottica di governanti poco appassionati alla Cultura e alla musica d’arte, di chiudere per sempre i teatri, specie le costose Fondazioni Liriche, e al pubblico di preferire la musica registrata a quella dal vivo?

Chi volesse ascoltare il Maestro Piovano in Cd ha, comunque, ampia scelta, il Maestro ha inciso, infatti, con gli Archi di Santa Cecilia le due Serenate di Dvořák e Čajkovskij per un Cd Eloquentia uscito nel 2016 e ripubblicato da Arcana nel 2019. Sono disponibili poi un affascinante programma dedicato a Rota, Morricone e Piovani (Cd Arcana 2017) e due programmi mozartiani: uno con l’aggiunta di alcuni fiati e la partecipazione della pianista Ingrid Jacoby (il relativo Cd uscirà infatti con la dicitura Orchestra da camera di Santa Cecilia) e l’altro, recentissimo, con l’integrale della musica per archi, registrata per un Cd uscito insieme alla rivista “Amadeus” a novembre 2019 e poi pubblicato da Arcana.

Nel frattempo Sony Classical ha fatto uscire il quarto Cd degli Archi di Santa Cecilia sotto la direzione di Piovano, con le Quattro Stagioni e altri Concerti di Vivaldi. Di recente uscita, per Sony International, un ulteriore Cd con la prima registrazione mondiale della versione per violoncello e archi delle Stagioni, realizzata da Luka Šulić.

Sarà dunque preferibile un Cd o un ascolto solitario in streaming alla partecipazione sociale a un concerto dal vivo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Rino Alessi
(4 marzo 2020)

La locandina

VioloncelloLuigi Piovano
Programma:
Johann Sebastian Bach
Suite n.1 per Violoncello BVW 1007
Antonio Piovano
Tre pezzi per violoncello solo
Louis Andriessen
La Voce
Johann Sebastian Bach
Suite n. 2 per viloncello BVW 1008

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