Vicenza: Tchakerian, Lucchesini e Bietti raccontano la Kreutzer

Una sonata che ispira un racconto il quale a sua volta è all’origine di un quartetto per archi; il tutto in un arco temporale che va dal 1803 al 1923.

La pagina all’origine di questi passaggi tra musica e letteratura è la Sonata in La Maggiore n. 9 op. 47 che Beethoven dedicò – in seconda battuta in quanto inizialmente composta per George Bridgewater – al celeberrimo Rodolphe Kreutzer che per altro si guardò bene dall’eseguirla giudicandola “impossibile”; da essa deriverà, nel 1888, il romanzo breve “Sonata a Kreutzer” di Tolstoj da cui a sua volta trarrà spunto il Quartetto n. 1”Sonata a Kreutzer” (1923) di Leoš Janáček

Proprio la Kreutzer è stata oggetto del “concerto narrato” posto ad inaugurare il Festival Beethoven organizzato dalle Settimane Musicali al Teatro Olimpico che tornano così all’attività dopo l’interruzione dovuta alla pandemia con la conseguente cancellazione del Festival di primavera.

Il musicologo Giovanni Bietti propone ben più di una guida all’ascolto, guidando il pubblico nei meandri dell’impaginato beethoveniano partendo dal racconto di Tolstoj – un attacco feroce all’istituto del matrimonio e nel quale alla Sonata quasi solo si accenna – per sviluppare un discorso sull’influenza della musica sui comportamenti dell’uomo.

La narrazione di Bietti è incalzante anche grazie agli esempi offerti da Sonig Tchakerian e Andrea Lucchesini che con lui scompongono l’impaginato mettendone in luce la struttura prima, il tutto senza nessun accademismo ma anzi in un fluire di concetti immediatamente comprensibili.

Bietti indaga i contesti culturali in cui i lavori di Beethoven e Tolstoj nascono, le reazioni del pubblico dell’epoca: la Sonata a Kreutzer è composizione che scardina l’idea stessa di sonata come la si era intesa fino ad allora proponendo uno scontro tra violino e pianoforte del tutto inedito in cui apollineo e dionisiaco si confrontano tra urgenze ritmiche e osmosi tonali.

Del capolavoro spiegato la Tchakerian e Lucchesini – Dioniso l’una, Apollo l’altro – restituiscono una lettura ulteriormente rivelatrice fatta di respiri convulsi e aperture ad ampi archi narrativi.

Alle morbidezze di Lucchesini, tra prese di suono ammaliatrici e pedale saggio, corrisponde il fraseggio perentorio della Tchakerian, il tutto a dare vita sin dallo sconvolgente primo movimento e fino al Presto conclusivo ad un susseguirsi di visioni capaci di creare atmosfere di constante sospensione.

Pubblico affabulato e grande successo; il bis concesso non poteva che essere l’Allegro che apre la Sonata n. 5 op 24 “La Primavera”, anche questo spiegato da Bietti che ha messo in luce i punti di contatto con la Kreutzer.

Alessandro Cammarano
(13 settembre 2020)

La locandina

ViolinoSonig Tchakerian
PianoforteAndrea Lucchesini
RaccontoGiovanni Bietti
Programma:
Ludwig van Beethoven
Sonata in La Maggiore n. 9 op. 47 “Sonata a Kreutzer”
Sonata per violino e pianoforte n. 5 in fa maggiore, op. 24 “La Primavera” – Allegro

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