Roma fa pace con la Divina. Presentato al Costanzi Maria by Callas

Grazie al film-documentario di Tom Volf “Maria by Callas” presentato in anteprima al Costanzi, la Divina è tornata a cantare al Teatro dell’Opera di Roma. “Il teatro era in debito con Maria Callas”, ha esordito introducendo la serata il Sovrintendente Carlo Fuortes. La sua parabola discendente iniziò proprio a Roma nel 1958 quando la Callas, rimasta senza voce a causa di una tracheite, fu fischiata e insultata perché si rifiutò di cantare il secondo atto di Norma. In platea, con tutto lo jet set, prima fra tutti Anna Magnani, c’era anche il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e lo scandalo fu grande: Maria, in lacrime nel suo camerino mentre il pubblico la contestava vivacemente, scrisse un biglietto di scuse utilizzando la matita del trucco. “Sono stata rispettosa dell’opera di Vincenzo Bellini”, era il succo di quel messaggio che, all’epoca non fu capito, e l’episodio ebbe i titoli dei giornali generalmente dedicati alla politica e uno strascico giudiziario che vide la Callas uscire vincitrice dalla contesa.

All’anteprima romana del magnifico film-documentario di produzione francese diretto da Volf in cui la più grande cantante lirica della storia parla in prima persona attraverso interviste inedite, documenti, lettere intime, fotografie mai pubblicate, registrazioni private in super8, rari filmati d’archivio, il pubblico degli invitati – fra gli altri Gianni Letta e Franca Valeri, Mario Martone e Stefania Bonfadelli – ha reso omaggio alla grande artista. Organizzata dalla Lucky Red e ospitata nella grande sala del Costanzi la serata è stata introdotta con le scuse postume del Sovrintendente: “Furono fatti grandi errori in quell’occasione” ha detto Fuortes “in teatro non c’era una sostituta e lo spettacolo s’interruppe a metà. La Callas era stata scritturata per cinque recite ma, dopo la prima, per ripicca il Teatro non le fece fare le altre quattro e da quel gennaio 1958 Maria Callas non tornò più a cantare all’Opera. A sessant’anni da quel fatto increscioso ci sentiamo in obbligo di scusarci.”.

Visibilmente emozionato, il regista Tom Volf ha ricordato che la storia della Callas fa parte della storia dell’Opera di Roma che segnò il suo destino e la sua grande leggenda. Nel film la vicenda è raccontata da un altro punto di vista, quella del destino per l’appunto, in cui la Callas credeva fermamente. “E’ un lavoro” ha rilevato Volf “fatto con amore e grande umiltà. Ho cercato di essere il messaggero che trasmette al pubblico le sue parole e la sua verità: cinque anni fa non conoscevo la Callas. Oggi la presento al pubblico italiano che è il più importante per questo film.”.

Il film, un’ora abbondante d’immagini accompagnata dalle musiche care alla Callas, si rivela prezioso e unico. Stupisce per l’abbondanza d’interviste che restituiscono della Callas un’immagine alternativa, forse sapientemente costruita dalla Diva stessa abile nella comunicazione quanto nel canto, a quella ben nota della Tigre aggressiva. E’ un documentario ricco d’immagini inedite, fotografie, registrazioni private, lettere e rari filmati d’archivio del dietro le quinte degli spettacoli, per la prima volta a colori e già presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma. Dal 16 al 18 aprile, grazie alla Lucky Red di Andrea Occhipinti, la pellicola, arricchita dalla voce di Fanny Ardant – Anna Bonaiuto nella versione italiana -, arriva nelle sale di quaranta paesi. E’ una raccolta incredibile d’immagini e suoni d’archivio, il cinquanta per cento dei quali assolutamente inediti. C’è la Callas ancora grassa e impacciata degli esordi in Grecia dove si trasferì con la madre dalla natia New York, la Callas dei trionfi scaligeri e americani, la Callas da rotocalco della sua chiacchierata storia con Onassis, la Callas degli anni della solitudine parigina. E ancora rare immagini della Norma con Corelli a Trieste che fu il volano per la Vestale scaligera che segnò l’incontro con Visconti. Un raro documento della sua unica Butterfly a Chicago in cui rappresenta in modo stucchevole la celebre geisha pucciniana.

Ampio spazio è riservato allo scandalo romano, ma non minore è quello che restituisce la polemica che oppose Callas e Bing a proposito delle sue presenze al Metropolitan, a New York, dove ad attenderla c’era un pubblico affezionato. E se l’immagine di una Callas sempre all’ultima moda è in primo piano, quello che commuove – a tanti anni di distanza – è l’amore mai sconfessato di Maria per la musica e il canto.

Maria by Callas è veramente il racconto di una vita memorabile ricostruito attraverso le parole della Callas e le storie intime dei protagonisti del suo tempo: Onassis prima di tutti, con – sullo sfondo – Marilyn Monroe e Alain Delon, Yves Saint-Laurent e J.F. Kennedy, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini, Winston Churchill e Grace Kelly, Giuseppe Di Stefano e Liz Taylor e molti, moltissimi altri. Un appuntamento, piaccia o non piaccia la Callas, da non mancare.

Rino Alessi
(Roma, 9 aprile 2018)

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