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La luna sanguina, come nella sinistra profezia di Jochanaan in Salome, mentre Lucia rievoca una terribile antica storia di amore e morte. Più tardi, quando il siderale belcanto che Donizetti forgia per la gran scena inciderà l’epitaffio del suo orribile delitto e soprattutto della sua follia é […]

Giampaolo Bisanti

La bocca più ghignante che sorridente di un clown fa da ingresso oscuro ad un luna-park suburbano che ha sicuramente visto tempi migliori; di questo parco di divertimenti di cui nulla è dato vedere ma che molto lascia immaginare Rigoletto è il direttore-imbonitore. La gobba è scomparsa, sostituita da una marsina cremisi e una parrucca che lo rendono simile al Danny deVito di American Horror History Freak Show e la cui deformità diventa tutta interiore.

Nella Semiramide in scena in questi giorni al Teatro La Fenice di Venezia il tenore, o meglio baritenore, ragusano Enea Scala affronta il personaggio di Idreno, che richiede una vocalità quasi impossibile; ci ha dedicato un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande.

Ci sono addii e addii nella storia del melodramma; quello di Rossini all’Italia è uno di quelli con la “A” maiuscola.
Semiramide, per scelta della fonte letteraria, ovvero il ritorno a Voltaire dopo il giovanile Tancredi, per durata e per struttura dell’opera stessa, che pur se non nella partizione degli atti, già prelude al Grand-Opéra,  costituisce un congedo ideale, che guarda caso avviene nella città che lo aveva consacrato ragazzo e allo stesso tempo apre agli imminenti trionfi parigini.