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Ha senso la rappresentazione in forma scenica di un oratorio? Se lo si fa nell’ambito di un festival – chiamato per la sua stessa natura alla sperimentazione – la risposta non può che essere affermativa.

L’unico lavoro operistico di Béla Bartók, Il castello del principe Barbablù, è un singolare punto d’incrocio fra il simbolismo in voga in Europa nei primi anni del XX secolo e la prepotente tensione drammatica dell’espressionismo, che andava affermandosi a cavallo del passaggio del primo decennio.

Diego Fasolis

Alla Dorilla mancano l’ironia del Giustino e il fuoco dell’Orlando furioso e tuttavia non ci si annoia ad assistere agli amori contrastati di principesse, ninfe pastori e dei, soprattutto se l’allestimento e l’esecuzione musicale le conferiscono nobiltà. Per l’occasione si ricostituisce il quintetto che aveva portato al successo, la scorsa stagione, l’Orlando furioso e che rinnova l’impresa con esiti altrettanto favorevoli.