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Scevro da ogni retorica sensuale, minimalista antididascalico, Damiano Michieletto – in totale simbiosi con gli insostituibili  Paolo Fantin, Carla Teti e Alessandro Carletti –affronta il grande titolo straussiano creando una serie di citazioni di natura simbolista che in parte riassumono con immagini iconiche l’essenza del dramma. 

Per esempio, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, il Falstaff che ha debuttato mercoledì sera in live streaming sembra procedere quasi interamente dentro a una logica tradizionale di opera ripresa sulla scena, sia pure nell’ambito di una narrazione registica non propriamente abituale.