Venezia: Al Palazzetto Bru Zane la doppia natura di Gounod

Personaggio complesso Gounod, del quale ricorrono quest’anno i duecento anni dalla nascita e che il Palazzetto Bru Zane celebra con un festival a lui dedicato e che già dal titolo “Charles Gounod, mistico o sensuale?” coglie nel segno e come sempre fornisce spunti di riflessione interessanti.

Alla “o” si potrebbe sostituire una “e”: Gounod è figlio del suo tempo, di quel Secondo Impero bigotto e trasgressivo nel quale il Démi Monde tenta la scalata sociale, fallendo miseramente alla caduta di Napoleone III. Misticismo e sensualità scorrono in egual misura nei suoi lavori, a partire dalla Messe de Sainte-Cécile e giù fino al Faust, nel quale l’afflato religioso trova perfetta integrazione con la morale libertina; la religione torna sempre, la ritroviamo palesemente nel Polyeucte e in Roméo et Juliette, più velata in Mireille ma comunque presente.
Gounod è comunque uomo curioso, capace di affrontare ambiti musicali diversi, non risultando sempre convincente ma suscitando comunque interesse, come nel caso delle Opéra-comique nelle quali la pomposità del Grand-Opéra si stempera in linguaggi più immediati e alla fine più persuasivi.

Il soprano Chantal Santon Jeffery, veterana delle produzioni del Palazzetto, il mezzosoprano Juliette Mars e il baritono Jérôme Boutillier, accompagnati splendidamente al pianoforte da Marine Thoreau La Salle hanno avuto modo in occasione del concerto inaugurale del Festival, alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, di porre in luce tutto gli aspetti esposti poc’anzi in un programma denso e ben articolato, oltre che cantato assai bene.

Fra le pagine proposte il duetto di Marguerite e Valentin “Adieu mon bon frère!”, che lo stesso Gounod espunse dalla partitura del Faust prima della messa in scena e che avrebbe costituito il preambolo nel quale Marguerite dona al fratello la Sainte Medaille che ritroveremo nel recitativo ed aria “Avant de quitter ces lieux”. Scelta saggia quella di Gounod, che comprese in tempo la debolezza drammaturgica del duetto decidendo di ometterlo insieme all’aria di Siebel “Versez vos chagrins”. La Jeffery e Boutiller, Marguerite e Valentin, e la Mars, Siebel, fraseggiano e colorano con garbo.

A Boutiller, baritono dalla voce chiara e facile nello squillo, è fra l’altro affidata la grande aria di Sévere “Ah! Quittons le festin!” dal Polyeucte (neppure Gounod si sottrasse alla fascinazione di Corneille e della Tragédie lyrique), eseguita con bella varietà di accenti.

Gradevolissimi gli stralci da Le Médecin malgré lui, il duetto di Martine e Sganarelle “Non! Je te dis!”, interpretato in maniera irresistibile dalla Mars e da Boutliller, seguito dai couplets di Martine “Toute femme” che Juliette Mars canta con la giusta verve.

Sugli scudi la Santon Geffery che chiude la selezione dedicata a Gounod con la grande aria di Juliette “Amour ranime mon courage” preceduta dal grande cantabile “Ô liqueur mystérieuse” che Marie Caroline Miolan-Carvalho, prima interprete del ruolo, si rifiutò di eseguire perché la riteneva eccessivamente pesante dal punto di vista vocale. La Santon Jeffery cesella il cantabile e la successiva aria riportandoli ad un’atmosfera melanconicamente intima che condividiamo completamente.

A chiudere la serata l’altra faccia della medaglia, rappresentata da quel genio folle di Hervé e dal suo Petit Faust che irride il grande Faust e spazza via in poche battute i coturni di Polyeucye, i fasti della Reine de Saba e i languori di Roméo et Juliette. Il terzetto di Marguerite, Méphisto e Faust “Ne permettresz vous pas” è uno Jodel trascinante che in un sol colpo si fa beffe del Grand-Opéra di Gounod e dei tedeschi in generale. Un capolavoro.

Pubblico attento e coinvolto, successo pieno per tutti, bis di Hervé cui si è aggiunto un delizioso terzetto da Les mystères d’Isis, pastiche ispirato al Flauto magico.

Alessandro Cammarano

(Venezia, 7 aprile 2018)

La locandina

Chantal Santon Jeffery Soprano
Juliette Mars Mezzosoprano
Jérôme Boutillier Baritono
Marine Thoreau La Salle Pianoforte
Programma
Charles Gounod 
La Reine de Saba : prélude
La Reine de Saba : duo de Balkis et Soliman « Elle est en mon pouvoir ! »
La Colombe : romance de Sylvie « Que de rêves charmants ! »
Faust : duo de Marguerite et Valentin « Adieu mon bon frère ! »
Faust : air de Siebel « Versez vos chagrins »
Philémon et Baucis : air de Baucis « Ô riante nature »
Polyeucte : duo de Pauline et Sévère « Pauline ! »
Mireille : duo de Mireille et Vincenette « Ah ! Parle encore ! »
Polyeucte : air de Sévère « Ah ! Quittons le festin ! »
La Nonne sanglante : couplets d’Arthur « L’espoir et l’amour dans l’âme »
Le Médecin malgré lui : duo de Martine et Sganarelle « Non ! Je te dis »
Le Médecin malgré lui : couplets de Martine « Toute femme »
Roméo et Juliette : air de Juliette « Quel frisson court dans mes veines »
Hervé
Le Petit Faust : trio de Marguerite, Méphisto et Faust « Ne permettrez-vous pas »

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