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Echi classici, il Biedermeier, un mondo reale nel quale s’innesta l’elemento soprannaturale/demoniaco, il peccato e la redenzione, l’amore: questi in estrema sintesi i tratti costitutivi ed irrinunciabili del Freischütz.
Senza il giusto equilibrio fra tutti questi aspetti, che hanno pari dignità sia nella musica che per quanto attiene alla drammaturgia, il Singspiel weberiano, figlio di un periodo che vede il panorama musicale non solo, ma soprattutto, tedesco vivere un rivolgimento sia nell’estetica che nella struttura, perde di efficacia drammatica e si stravolge.

Dal 10 ottobre al 2 novembre il capolavoro di Carl Maria von Weber torna al Piermarini in un nuovo allestimento firmato da Matthias Hartmann. Gli immaginifici costumi sono disegnati dalla stilista Susanne Bisovsky.