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L’unico lavoro operistico di Béla Bartók, Il castello del principe Barbablù, è un singolare punto d’incrocio fra il simbolismo in voga in Europa nei primi anni del XX secolo e la prepotente tensione drammatica dell’espressionismo, che andava affermandosi a cavallo del passaggio del primo decennio.

Recentemente, Fondazione Arena ha dato qualche segnale di voler fare uscire il teatro Filarmonico dal ruolo di Cenerentola della programmazione operistica veronese. Non è mai troppo tardi: la stagione 2020 appare se non altro piuttosto corposa, anche se [.]

Il Bravo, Vittorio Prato

Ritratti, il festival di Monopoli da 15 anni al chiaro di luna…, per una felice coincidenza di programmazione ospita in due giorni consecutivi due cantanti straordinari come il baritono Vittorio Prato e il mezzosoprano Manuela Custer: rispettivamente il 23 e il 24 luglio.

Diego Fasolis

Alla Dorilla mancano l’ironia del Giustino e il fuoco dell’Orlando furioso e tuttavia non ci si annoia ad assistere agli amori contrastati di principesse, ninfe pastori e dei, soprattutto se l’allestimento e l’esecuzione musicale le conferiscono nobiltà. Per l’occasione si ricostituisce il quintetto che aveva portato al successo, la scorsa stagione, l’Orlando furioso e che rinnova l’impresa con esiti altrettanto favorevoli.

Giornata intensa di emozioni e ricordi sabato 1 settembre a Vicenza principiata nel pomeriggio a Palazzo Chiericati con la consegna del premio “Archivio Storico Tullio Serafin” al maestro Maurizio Arena e conclusasi al teatro Olimpico col concerto del mezzosoprano Manuela Custer accompagnata al pianoforte da Raffaele Cortesi.