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Ancora grande musica e la possibilità di rivedere o vedere per la prima volta i grandi e innovativi allestimenti proposti della Fondazione Teatro Massimo che da giorni ha aperto a tutti la fruizione del suo ricco patrimonio digitale.

Inaugurazione all’insegna dello status quo quella del novantaseisimo Opera Festival all’Arena di Verona. Dopo una mezz’ora “istituzionale”, con la deposizione di un mazzo di rose rosse su una poltrona di platea vuota a ricordo delle vittime di femminicidio, l’intervento della Sovrintendente Cecilia Gasdia comprensibilmente emozionata e la lettura, anche in traduzione tedesca, del messaggio del Presidente della Repubblica, si accendono le luci sulla nuova produzione di Carmen di Hugo De Ana, che firma come di consueto regia, scene e costumi.

Il regista canadese, al calare l’azione all’interno di un teatro, realizzato con geniale maestria da Anthony Ward che firma anche i bellissimi costumi, visto prima dalla platea e poi dal palcoscenico porta alla somma glorificazione dell’eroina eponima, con tutte le conseguenze che la “santità” comporta.