Articoli

Pavel Kolgatin

Riproposto al Rossini Opera Festival a distanza di undici anni dalla sua ultima rappresentazione pesarese, L’equivoco stravagante ha in questa nuova edizione il suo punto di forza proprio nel risalto ben congegnato dell’esecuzione, senza peraltro trascurare una regia di apprezzabile equilibrio, che punta le sue carte su Rossini, lasciando Gasbarri sullo sfondo.

Ci sono addii e addii nella storia del melodramma; quello di Rossini all’Italia è uno di quelli con la “A” maiuscola.
Semiramide, per scelta della fonte letteraria, ovvero il ritorno a Voltaire dopo il giovanile Tancredi, per durata e per struttura dell’opera stessa, che pur se non nella partizione degli atti, già prelude al Grand-Opéra,  costituisce un congedo ideale, che guarda caso avviene nella città che lo aveva consacrato ragazzo e allo stesso tempo apre agli imminenti trionfi parigini.

Trecento anni or sono, nell’autunno del 1718, veniva dato a Napoli il “Rinaldo” di G. F. Haendel così da onorare il genetliaco del sovrano Carlo VI e, pertanto, diversamente organizzato e redatto nel rispetto delle normali prassi e nell’interesse delle esigenze di Corte. Qui a Martina Franca, questa ricorrenza è stata celebrata in maniera fattiva con una necessaria Prima esecuzione in tempi moderni.

Nel nostro soggiorno martinese abbiamo seguito quasi tutte le prove d’insieme, assistendo alla nascita, o meglio alla rinascita di un capolavoro.
Succosa anteprima allo spettacolo che andrà in scena questa sera al Palazzo Ducale di Martina Franca le interviste al direttore Fabio Luisi e a Teresa Iervolino, che vestirà i panni di Rinaldo.

Prima esecuzione in epoca moderna grazie a un fortunato ritrovamento della partitura nel 2012. Fabio Luisi dirige l’orchestra svizzera La Scintilla; tra i protagonisti Teresa Iervolino e Carmela Remigio.