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Quando si sbuca in alto sulle gradinate, il colpo d’occhio è di quelli che restano nella memoria. Al centro il palco per l’orchestra – collegato ai due ingressi principali dell’anfiteatro con passerelle di egual colore – è di un bel rosso vivo, lo stesso degli scranni ad altezze diverse allineati lungo l’ellisse, destinati agli artisti del coro.

Nell’ambito dei suoi concerti estivi, dieci in tutto fra giugno e agosto, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha ripreso l’attività musicale con le proprie compagini artistiche impegnate, in varie configurazioni, in appuntamenti musicali la cui fruizione è garantita anche attraverso la diffusione sui vari canali digitali.

Con un prestigioso cast tutto italiano nella serata inaugurale del 25 luglio e grandi stelle internazionali per il mese di agosto tra serate di gala e concerti sinfonici, il Festival d’estate 2020 all’Arena di Verona è pronto a partire nella sua rinnovata veste con il palcoscenico centrale, con capienza ancora ridotta, ma animato dal desiderio di sostenere la ripresa del proprio territorio, nel nome della qualità e della tradizione centenaria che lo ha reso celebre in tutto il mondo.

Daniela Barcellona

Le interviste con Daniela Barcellona si svolgono in triestino, le viene più facile parlare in dialetto mi disse la prima volta che c’incontrammo, e da allora è così.

È soddisfatto Leone Magiera. Lo raggiungiamo telefonicamente nella sua abitazione di Bologna, impegnato a stare in casa come si spera tutti, in questi giorni di pandemia.

Una Semiramide restituita alla sua integrità quella che Opera Rara propone nella registrazione realizzata alla Henry Wood Hall di Londra nel 2016, quando l’ultima opera che Rossini scrisse per i palcoscenici italiani prima del suo definitivo trasferimento in Francia fu presentata in forma di concerto, anticipando le celebrazioni per il bicentenario rossiniano.

Il padrone di casa ospita il festeggiato, ovvero Gaetano celebra Gioachino nel gala che apre il Donizetti Opera 2018 nel miglior modo possibile, tra stelle e giovani promesse unite a dar vita ad una serata che ha onorato il Belcanto nelle sue molteplici declinazioni.

Nel nome della sobrietà dell’ultimo Rossini, quello sacro della Petite Messe Solennelle nella versione più ampia per grande orchestra, si è chiusa nel migliore dei modi la trentanovesima edizione del Rossini Opera Festival 2018. Lusinghieri i dati che, a rassegna terminata, la manifestazione marchigiana può esibire […]

La regia è firmata da Mario Gas, attore, doppiatore, regista teatrale spagnolo, che sposta la vicenda dell’opera nell’Italia fascista degli anni 30′ e la proietta in una piazza, (ma potrebbe essere anche un cortile), nella quale fa da sfondo un palazzo di edilizia popolare, in stile razionalista fascista, con le sue finestre d’affaccio, piccole botteghe (una tabaccheria, un bar, una edicola), e ballatoi.

Il mezzosoprano Daniela Barcellona ritorna alla Scala con un recital prevalentemente incentrato sul lied di Schumann, Brahms e Gounod, passando per Rossini, fino ad arrivare a Tosti, Cilea e Bizet. Ad accompagnarla al pianoforte, il vocal coach e compagno di vita, il Maestro Alessandro Vitiello.