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Luca Salsi

Diciotto minuti di applausi, convinti e compatti, suggellano un successo pieno della Tosca “come non l’avevamo mai sentita – e come probabilmente, anche a detta di Richard Parker che ne ha curato l’edizione critica, non la sentì neppure il pubblico del Costanzi la sera del quattordici gennaio 1900 – che ha inaugurato la stagione 2019-2020 del Teatro Alla Scala.

Arena Verona

Il vero motivo d’attrazione di questa ripresa – e non avrebbe potuto essere altrimenti – è costituito, una volta tanto, da una compagnia di canto che rialza di colpo l’asticella qualitativa delle produzioni areniane, riportandola a livelli ormai dimenticati da tempo.

Scala Milano, Riccaardo Chailly

La soddisfazione aleggia sulla conferenza stampa di presentazione della stagione 2019/2020 del Teatro alla Scala, lunedì 27 maggio nell’affollato Ridotto dei Palchi. I conti sono in ordine, il nuovo cartellone è ben articolato ed equilibrato, con diversi punti di forza e alcune eccellenze.

Alla Royal Opera House di Londra non è consuetudine respirare un’atmosfera di così contagioso entusiasmo come quella presente alla recita domenicale, la seconda, dell’attuale produzione de La Forza del Destino.D’altronde le aspettative, quando si scrittura un cast stellare all’apice della propria fama chiamato a realizzare un’opera che contiene, seppur tra diverse imperfezioni, alcune tra le pagine più intense di tutto il repertorio verdiano, non potevano essere che essere tante.

La Fondazione Arena di Verona scopre le carte della stagione 2019 affidanto il rilancio internazionale ad una coppia d’assi della lirica, con poche novità e consolidate presenze. Anna Netrebko sarà la ‘guest star’ al Festival lirico 2019 all’Arena. Il soprano russo, artista di fama internazionale, canterà nelle prime tre rappresentazioni de Il Trovatore assieme al tenore azero Yusif Eyvazov, suo compagno nella vita.

Finalmente, dopo due deludenti nuove produzioni, La casa di morti e Carmen, la Royal Opera House ha raccolto larghi consensi riproponendo un fortunato allestimento di Macbeth rappresentato per la prima volta nel 2002. L’attuale produzione, già messa in scena nel 2006 e nel 2011, è stata brillantemente ripresa da Daniel Dooner.

Con la direzione di Aida e una serie di concerti con i Wiener Philharmoniker il Festival di Salisburgo 2017 accoglie il trionfo di Riccardo Muti e, nel caso in cui fosse ancora necessario, consacra quest’ultimo imperatore della kermesse.