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Da sette anni, il Ravenna Festival estende la propria programmazione oltre la stagione estiva con la Trilogia d’autunno: tre spettacoli replicati due volte per soddisfare la domanda di un pubblico sempre crescente, tre titoli che possono essere collegati dall’avere lo stesso compositore oppure da una vicinanza cronologica (come l’anno scorso Cavalleria rusticana, Pagliacci e Tosca) o dal genere di appartenenza; un paio di edizioni, infatti, sono state dedicate al Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e a operette prodotte dai teatri ungheresi.

«Il mio Cole è un ragazzo molto cattivo»: così si espresse la madre di Cole Porter quando le venne chiesto che cosa pensasse dei giochi di parole non propriamente da educande contenuti in Kiss me Kate. Sì, perché questo strepitoso musical, [..] contiene di tutto, compresa qualche elegante oscenità […]

Con 52 giorni di programmazione, più di un appuntamento al giorno e un migliaio di artisti coinvolti tra musicisti, attori, orchestre, ensemble, cori, compagnie di danza e gruppi teatrali, l’edizione 2018 del Ravenna Festival si presenta già sulla carta con un rilievo di cui in Italia ben poche altre manifestazioni godono.

Siete a teatro? Accendete i cellulari. Con il suo imprevisto invito il Ravenna Festival ha proposto agli spettatori, nelle serate della Trilogia d’autunno, un’app dedicata all’opera, impiegata per la prima volta nel 2015 proprio a Ravenna e poi adottata da altri teatri.

In un mondo ideale, tutti i didatti dovrebbero possedere le qualità di Riccardo Muti: tra le altre, l’appassionata dedizione alla propria materia, l’ampia e minuziosa sapienza sorretta da uno scavo sempre più approfondito, l’acutezza analitica e la lungimiranza, la coinvolgente comunicativa e, non ultimo, un umorismo sdrammatizzante a fianco della serietà a tutta prova delle indicazioni e dei precetti.